INTERNO DI UN INTERNO

Alessandro Mendini

 

Prosegue il lavoro di Alessandro Mendini sulle stanze come luoghi
e tempi emblematici del pensiero, come corrispondenze esteriori
di un’umana-mente interiore.

 

Durante il Salone del Mobile di aprile verrà infatti presentato presso
il nostro spazio Dilmos Milano un lavoro intitolato “INTERNO DI UN INTERNO”, che approfondisce temi e metodi di altre opere analoghe di Alessandro Mendini: quali le STANZE da manuale, senza tempo, banale, ermafrodita, lunare, tenera, filosofica....

Una porta conduce dentro una grande stanza simmetrica che contiene mobili, oggetti e pitture. Una texture invade ogni cosa secondo un criterio invariante e ripetitivo. La texture consiste in un sistema pittorico uniforme di segni realizzati a punta di pennello, usati più o meno grandi e con diverse policromie. Forme, tipologie e materiali appaiono allora granulari e inconsistenti, quasi una nebulosa che togliendo corpo agli oggetti li restituisce dilatati in uno spazio astratto, in un’atmosfera solitaria, un possibile paesaggio emotivo, un’umana-mente interiore: l’interno di un interno.

 

I materiaIi piani che compongono la stanza sono carta da parati, tessuti, piastrelle ceramiche, tendaggi, laminati plastici, moquette, tappeti....
I quadri appesi alle pareti sono tele, tavole di legno in acrilico e foglia d’oro, disegni di architetture...
I mobili sono divani, poltrone, sedie, cuscini, tavoli, credenze, un cassettone antico, un televisore, lampade a colonna.
C’è pure “La poltrona di Proust” realizzata oltre che nella sua tradizionale versione di legno e tela puntinata a mano, anche in bronzo, in ceramica e in altre varianti.

 

C’è anche un libro intitolato “La poltrona di Proust”.
Nella stanza ci sono infine certi oggetti: specchi, scatole, vasi, candelabri, un orsetto, un dio asiatico....
Una vetrina protegge un orologio Swatch e alcune piccole sculture.
Alcuni indumenti contemporanei sono esposti di fronte al nostro spazio presso la Drogheria Sollerino: abito da casa, gonna, gilet, camicia, cravatta, foulard.

 

Vari sono i materiali usati: plastiche, vernici, smalti, vetro, cristallo, acciaio, seta, cotone, mosaico ravennate e legni trattati secondo le loro varie tecniche.

 

Alcune delle opere presenti in questa stanza sono realizzate in una o più copie, altre ancora sono prodUtte in modo industriale. Non tutte le cose presenti sono delle novità.

 

La mostra è itinerante, e dopo Dilmos sarà a Roma presso i “Magazzini Forma & Memoria”.

 

All’allestimento della mostra partecipano le seguenti ditte:

 

ABET LAMINATI, ALESSI, ALPI LEGNO, BLAUPUNKT, CEDIT, C.E.M. CANTU’, DEDAR, DRIADE, DROGHERIA SOLFERINO, ELAM, E.P., FAUNA PELOUCHE, GLASS DESIGN, GIOVANNI GRAESAN, L.I.D.O., ROSSIFLOOR, DANIEL SWAROVSKI, SWATCH GRUPPO SMH, TRANCHIDA EDITORI, VENINI, VITRA, VOGHI.

 

Ringraziamo per i loro contributo artistico:

 

STUDIO LUCIANA NOTTURNI, BERTOZZI & DAL MONTE CASONI s.n.c., FRANCO MIGLIACCIO, FONDERIA D’ARTE CORTI.

 

Coordinamento: FABIO SERGIO ROTELLA. Progetto allestimento: di ALESSANDRO MENDINI e CRISTINA MARINO. Progetto grafico: FULVIA MENDINI. Materiale fotografico: ALBERTO CALLARI.

 

Produzione: DILMOS MILANO e ALESSANDRO MENDINI.


 

Interno di un interno.pdf